Umberto visani e il fenomeno UFO (1)

Umberto Visani e il fenomeno UFO

Umberto Visani e il fenomeno UFO

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Le interviste rappresentano per noi un’occasione preziosa: ci permettono di approfondire temi affascinanti, di confrontarci con punti di vista diversi e soprattutto di incontrare persone che hanno davvero qualcosa da raccontare.
Ma quella che state per leggere è un’intervista che va oltre: ci ha lasciati senza fiato.

Abbiamo avuto l’onore di dialogare con Umberto Visani, una delle voci più autorevoli dell’ufologia italiana.
Ricercatore appassionato, autore e divulgatore, Visani ci ha aperto le porte del suo universo fatto di indagini, segreti e fenomeni inspiegabili che studia fin da quando era bambino.

Umberto visani e il fenomeno UFO (1)

Intervista al ricercatore Umberto Visani sul fenomeno UFO

Stiamo per addentrarci in un viaggio tra curiosità, episodi sorprendenti e riflessioni sul nostro rapporto con l’ignoto.
Entriamo quindi nel vivo di questa intervista a Umberto Visani e il fenomeno UFO, tra scienza, mistero e passione.

A: Quando hai iniziato a indagare l’insolito, cosa cercavi davvero: risposte, conferme o forse qualcosa di te stesso? C’è stata una causa scatenante o è stato un percorso graduale?

U: Ho iniziato molto presto, avevo circa sei anni. È successo dopo un viaggio in Scozia con i miei genitori: fu lì che venni a conoscenza del mostro di Loch Ness.
Quell’esperienza mi colpì profondamente e mi accese una curiosità quasi istintiva verso l’insolito.
Da quel momento in poi, iniziai ad appassionarmi non solo a Nessie, ma anche ad altre creature leggendarie come Bigfoot, il Sasquatch, lo Yeti, i serpenti marini, l’Uomo Falena…

Era un mondo affascinante, misterioso, che sembrava voler svelare qualcosa di nascosto sotto la superficie del reale.
Non direi che ci sia stata una “causa scatenante” in senso stretto: è stato un processo graduale ma costante, guidato dalla curiosità, che si è poi trasformato in un vero e proprio percorso di ricerca. 

A: C’è una teoria che hai sostenuto in passato e che oggi riformuleresti o metteresti in discussione?

U: Sì, c’è stata un’evoluzione nel mio modo di vedere le cose, soprattutto riguardo al fenomeno UFO.
Per molto tempo, almeno fino a una ventina d’anni fa, ero fermamente convinto che l’unica spiegazione plausibile fosse quella extraterrestre: veicoli provenienti da altri pianeti, pilotati da esseri di civiltà avanzate.
Poi però ho iniziato ad approfondire gli studi e le riflessioni di autori come John Keel e Jacques Vallée, e la loro visione parafisica ha aperto una nuova prospettiva.

Ho iniziato a rendermi conto che forse il fenomeno non è così “esterno” come pensiamo, ma può essere qualcosa di più sottile, che si adatta ai contesti culturali, cambia forma a seconda dei testimoni, delle epoche, e che forse ha origine su piani diversi della realtà, non necessariamente “alieni” in senso tradizionale.

Umberto visani e il fenomeno UFO (1)

A: Viviamo in un’epoca di deepfake, IA generativa e post-verità: è più difficile oggi discernere il vero dal falso, o è sempre stato così, solo con strumenti diversi?

U: Sì, oggi è sicuramente più difficile discernere il vero dal falso. Viviamo in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale, i deepfake e le manipolazioni digitali rendono le immagini e i video sempre meno affidabili.
Anche con software di analisi, non sempre è possibile distinguere un contenuto autentico da uno artificiale.

Ma anche nel passato recente, il problema si presentava in forma diversa: molti video o foto che circolavano erano ripresi con cellulari di vecchia generazione, con una qualità talmente bassa da non permettere comunque di trarre conclusioni affidabili.
Quindi il dilemma resta: ieri era il poco che si vedeva, oggi è il troppo che può essere manipolato. Cambiano gli strumenti, ma il problema della veridicità rimane costante.

A: Mistero è stato un grande spartiacque per tutti quelli che vi hanno partecipato, ci racconti come ha influito quest’esperienza sul tuo lavoro di ricercatore e divulgatore?

U: Sì, Mistero è stata una tappa davvero importante. Un’esperienza intensa, positiva, formativa. Era un programma innovativo, che ha lasciato il segno in un certo modo di raccontare il mistero in TV.
Ho avuto la fortuna di partecipare a diverse stagioni, realizzando molti servizi su temi che mi appassionano e che ancora oggi studio.
Ma oltre al lato professionale, è stato anche un momento di crescita personale: ho conosciuto colleghi e amici con cui condivido ancora oggi visioni, passioni e progetti. È stato un vero spartiacque.

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A: La collaborazione con i “PIT” segna un altro momento importante della tua carriera, ci racconti in breve come si è creata questa alchimia tra voi? Cosa vi lega e su cosa invece avete una visione un po’ diversa?

U: Ci siamo conosciuti proprio a Mistero una decina di anni fa, da lì abbiamo continuato a vederci per vari progetti comuni. Siamo uniti da una visione affine, nel senso che non ci sono divergenze di pensiero né sulla loro tematica principale, il ghost-hunting, né sull’ampio ambito del “mistero” in generale. Una cosa abbastanza rara, dal momento che questa comunanza di idee non è affatto scontata, per cui è molto bello avere una visione condivisa.

A: Come diffondi oggi la tua visione e le tue idee al di fuori dei circuiti televisivi tradizionali?

U: Al di fuori della televisione, continuo a diffondere le mie idee principalmente attraverso la scrittura, che è sempre stata la mia forma espressiva preferita.
Articoli, saggi, libri: la parola scritta permette di approfondire, riflettere e lasciare traccia. Ma affianco a questo anche i nuovi linguaggi digitali: realizzo video, contenuti per i social, e cerco di utilizzare questi strumenti per raggiungere pubblici diversi, magari più giovani o semplicemente meno abituati a leggere.
Penso che oggi un divulgatore debba sapersi muovere su più canali, senza snaturare il proprio messaggio.

Umberto visani e il fenomeno UFO (1)

A: Curiosità, passione, paura, attrazione. Sono tutte parole che fanno parte del tuo mondo o dopo tutto questo tempo si tende un po’ ad abituarsi e non ci si stupisce più? 

U: Direi che la curiosità resta sempre viva, anzi forse cresce con il tempo. Non ho mai vissuto in prima persona esperienze che mi abbiano davvero sconvolto o lasciato senza parole, almeno non nel senso classico del termine.
Ma questo non toglie il fascino della ricerca, anzi lo alimenta. Quando mi imbatto in testimonianze interessanti, specialmente se provengono da persone affidabili e credibili, scatta ancora quell’attrazione, quella voglia di capire.
Purtroppo questo campo è anche pieno di persone poco serie, e questo rende necessario un filtro critico costante. Ma il senso di meraviglia, la passione, la spinta a cercare, sono ancora lì, intatti. 

A: Ti sei mai sentito solo o non capito da chi ti circonda per quello che fai?

U: Per fortuna no, anche in famiglia si è sempre trattato di interessi condivisi e ho sempre avuto ogni appoggio possibile

A: Infine, la classica domanda un po’ alla Marzullo… fatti una domanda e datti una risposta!

E naturalmente lascia un messaggio, immaginando di farlo vagare attraverso lo spazio, per chi leggerà questa intervista tra almeno un milione di anni…

U: Ecco, mi chiederei: “cosa pensi accadrà nei prossimi anni, arriverà una rivelazione particolare, sbarcheranno gli alieni?”. La mia risposta è no, non credo accadrà qualcosa del genere.
Proprio perché, dopo anni di studi, sono sempre più convinto che il fenomeno UFO sia intimamente legato alla nostra realtà, al nostro pianeta.

Non lo vedo come qualcosa che arriva “da fuori”, ma piuttosto come una manifestazione interna, forse multidimensionale, che prende forme diverse a seconda del contesto.
Quindi non credo in scenari apocalittici alla Independence Day, con astronavi gigantesche sopra le capitali del mondo… ma ovviamente potrei anche sbagliarmi. E se così fosse, ci faremo trovare pronti.

Quanto al messaggio da lasciare nello spazio, per chi dovesse leggere tra un milione di anni: “Non smettete mai di porvi domande. Anche quando sembreranno inutili o folli, saranno sempre il primo passo verso qualcosa di nuovo.”

Umberto visani e il fenomeno UFO (1)

E noi non possiamo che ringraziare immensamente Umberto per il tempo che ci ha concesso e per averci ricordato quanto sia importante coltivare lo stupore, porsi domande e non smettere mai di cercare risposte. Il suo approccio rigoroso ma appassionato ci invita a guardare al cielo – e alla conoscenza – con occhi nuovi.

Se questa intervista vi ha incuriositi, continuate a seguirci per altri incontri con menti brillanti e storie fuori dall’ordinario! E, naturalmente, fateci sapere nei commenti: voi credete al fenomeno UFO?

Articolo scritto da Ary

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Arianna

Scrittrice, editor e lettrice appassionata, collabora con riviste online e realtà editoriali. Blogger da quasi dieci anni, si occupa di libri.

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Cristina

Blogger da più di 10 anni, copywriter e web designer, specializzata nella scrittura per il web.

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Elisa

Dietista di formazione, cuoca per passione e viaggiatrice atletica, ha iniziato da poco il suo percorso come blogger.

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2 risposte

  1. Buongiorno.

    Tema assai interessante.
    Il fenomeno sarebbe, quindi, di tipo parapsicologico o in senso lato spirituale ?
    Rispetto a questo, farsi trovare pronti mi pare la vera risposta ossia l’indagare su se stessi e su ciò che ci accade o pare accadere, sia che si tratti di affrontare proprie ombre sia che si tratti di evolvere a livello personale ed umano, anche tramite afflati verso l’oltre.
    Grazie dell’articolo e della riflessione indotta.
    Nadia

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