Quando incontri Catia dietro al banco di Riccioli e Nodi, ti arriva subito quella ventata di energia di chi vive il proprio lavoro con passione.
Figlia di un falegname e cresciuta in un paesino della provincia di Padova, Catia ha davvero “il legno nel sangue”. Riesce a trasformare questo materiale in oggetti fatti a mano come quadretti, soprammobili e piccole creazioni che raccontano la sua storia di artigiana italiana.
Chi è Catia di Riccioli e nodi
Catia comincia il suo percorso di artigiana nel 2007, quando ha iniziato a creare mobili per bambole partecipando anche a fiere di settore.
Quando quel mercato si è affievolito, attorno al 2016, Catia ha deciso di reinventarsi, puntando sull’oggettistica artigianale.
Nasce così Riccioli e nodi, una realtà che diventa una presenza costante nei principali mercatini del Triveneto e soprattutto nei mercatini di Natale artigianali.
Accanto a lei c’è sempre il marito, che gestisce organizzazione e spostamenti e la affianca durante la vendita, rendendo il loro lavoro una piccola impresa familiare.
Nel suo banco trovi anche bijoux artigianali in fimo (pasta polimerica), filo d’acciaio intrecciato e pietre dure, pensati per chi cerca idee regalo handmade esclusive.

Cosa significa “fare mercatini” oggi
C’è un aspetto fondamentale che Catia ci tiene a ribadire e che spesso chi visita i mercatini ignora.
Esporre e vendere i propri oggetti artigianali nei mercatini non è un passatempo: è un mestiere vero, faticoso e totalizzante.
Oltre alla presenza ai mercatini, lavora ogni giorno nel suo laboratorio per dare vita a ogni singola creazione.
E non avendo un negozio fisico deve affrontare anche le parti più dure del lavoro itinerante: sfidare il freddo, la pioggia, il vento o il caldo torrido in estate, per montare e smontare il banco a ogni evento.
Un impegno che richiede forza, costanza e una dedizione che va ben oltre l’idea romantica dell’hobby creativo.
Intervista a Catia, artigiana del legno ai mercatini di Natale
Ed è proprio per valorizzare questo lavoro e far conoscere cosa c’è davvero dietro ai mercatini di Natale artigianali che abbiamo voluto intervistare Catia.
Un modo semplice per dare voce all’artigianato e a chi, come lei, ogni giorno trasforma la creatività in un mestiere.
Se ti piacciono queste storie, ti invito a leggere anche l’articolo dedicato ai mercatini di Natale e quello in cui parliamo del valore dell’artigianato fatto a mano: entrambi completano questo racconto e ti portano ancora più dentro questo mondo.

Preparazione, logistica e organizzazione ai mercatini di Natale
In questa sezione esploriamo insieme a Catia tutta la parte pratica e organizzativa del lavoro artigianale itinerante: dalla preparazione dei mercatini ai criteri di selezione, fino alla gestione degli spazi.
È una parte fondamentale per capire quanto impegno richieda davvero partecipare ai mercatini di Natale artigianali.
D. Quanto tempo prima inizi concretamente a prepararti per un mercatino natalizio? C’è una fase che richiede più energie delle altre?
Per i mercatini di Natale, ognuno ha il suo metodo. Io conservo l’invenduto in magazzino e lo ripropongo per l’anno successivo, aggiungendo le novità che inizio a creare verso fine settembre.
Alcuni artigiani invece lavorano alle creazioni natalizie tutto l’anno, soprattutto quelli che partecipano solo ai mercatini di dicembre. In generale però, la maggior parte fa come me: mette via ciò che resta e prepara il nuovo materiale quando si avvicina l’autunno.
D. Per partecipare come espositore ci sono dei criteri o dei requisiti specifici che un artigiano deve rispettare? Il processo di selezione è severo oppure piuttosto semplice?
I requisiti per partecipare ai mercatini dipendono molto dall’organizzatore: può essere un’agenzia, il Comune o la Pro Loco, e ognuno ha le sue regole.
Ci sono realtà che accettano tutti senza chiedere molto, altre invece vogliono almeno qualche prodotto natalizio sul banco, anche solo presepi, orecchini o piccole decorazioni.
Poi esistono mercatini molto rigidi, che richiedono perfino la residenza nella provincia per poter partecipare, oppure l’obbligo di esporre nelle casette di legno, che però sono costose e con spazi ridotti. A volta chiedono anche delle foto dell’allestimento prima di accettarti.
In generale, la richiesta più comune è semplice: avere qualcosa a tema Natale e decorare un minimo il banco, magari con qualche lucina.
D. Come funziona la gestione degli spazi? Hai un posto assegnato ogni anno o scopri la tua posizione solo al momento dell’allestimento?
L’assegnazione dei posti dipende sempre dall’organizzatore, che sia la Pro Loco, il Comune o un’agenzia. In genere lo spazio è un 3×3, cioè la misura del gazebo, più un piccolo margine ai lati. I posti non si scelgono: vengono assegnati a caso.
Anche nei mercatini che frequento da tanti anni, come quello di Pedavena, non sono mai nello stesso punto. Una volta mi mettono all’inizio, un’altra alla fine, un’altra ancora in mezzo alla piazza. Dipende sempre dall’organizzazione.

D. Con quanto anticipo presenti la domanda per ottenere un posto ai mercatini? È un processo rapido o richiede una lunga attesa?
Anche sui tempi per fare domanda ai mercatini natalizi dipende tutto dagli organizzatori. Ci sono realtà molto strutturate dove devi candidarti con largo anticipo: addirittura in agosto, così puoi organizzarti per tempo.
Poi ci sono le Pro Loco che ti mandano l’invito appena aprono le iscrizioni. Una volta che partecipi a un mercatino, entri di solito in una sorta di newsletter: quando organizzano la nuova edizione, ti arriva direttamente la mail d’invito.
In generale, vale sempre la regola che prima mandi la richiesta, meglio è.
D. Come ti organizzi per le necessità pratiche durante la giornata? Penso a pranzo, pause bagno, riscaldarsi quando fa molto freddo… hai una tua routine?
Tra gli aspetti più difficili dei mercatini ci sono i pasti e i servizi. Di solito si porta qualcosa da casa, ma con il freddo finisce sempre che si mangiano panini o cibi freddi.
Qualche volta provi a prendere qualcosa di caldo sul posto, ma puntualmente appena inizi a mangiare arriva un cliente e ti tocca lasciare tutto lì e tutto si raffredda di nuovo.
Ancora più complicata è la questione dei bagni: pochissimi organizzatori li prevedono e spesso non ci sono nemmeno i chimici. Così ci si arrangia con i bar, che però chiedono la consumazione, e alla fine si cerca di bere il meno possibile per ridurre le “visite”.
Per il freddo, l’unica soluzione è vestirsi a strati: in alcuni mercatini ho lavorato anche con –11 gradi, e mani e piedi sono sempre i primi a congelarsi.

Vita al mercatino: sicurezza, aneddoti e relazioni
Questa parte raccoglie tutte le domande legate alla quotidianità durante gli eventi: la gestione della sicurezza, gli episodi curiosi, il rapporto con i clienti e con gli altri artigiani. Un modo per raccontare il lato umano dei mercatini di Natale handmade.
D. Durante le giornate più affollate, come gestisci il rischio di furti o piccoli danneggiamenti? Ti sei data delle regole o delle abitudini per mantenere tutto sotto controllo quando il flusso di visitatori aumenta?
Nei mercatini il rischio di furti o danni c’è sempre, ed è uno degli aspetti più complicati da gestire. Siamo all’aperto, con banchi aperti su più lati, e la gente si avvicina, guarda, tocca… spesso senza nemmeno chiedere. Non puoi metterti a discutere con tutti, ma è comunque stressante, perché devi tenere d’occhio tutto.
La mia strategia è sedermi in fondo al gazebo, così da avere una visuale sui tre lati perciò, quando arrivano molte persone, riesco a tenere tutto sotto controllo. Per fortuna siamo in due, quindi mentre io parlo con i clienti, mio marito controlla il resto.
Però capita che siamo entrambi impegnati, e in quei momenti è davvero difficile monitorare tutto.
Per ora non mi è mai capitato un furto vero e proprio, ma qualche danno sì, e dà molto fastidio: un artigiano investe tempo, studio e fatica in ogni pezzo. Quando qualcuno rompe qualcosa o se ne approfitta, fa male ma purtroppo è parte del gioco dei mercatini
D. Qual è stata la richiesta più strana o inaspettata che un visitatore ti abbia mai fatto? C’è un aneddoto divertente o un momento buffo che ti va di condividere?
Di episodi particolari ne capitano tanti, ma uno dei più strani è questo: una signora si avvicina al mio banco ammirando le croci in legno che realizzo e mi chiede se potrei fornirgliene una grande quantità.
Io penso subito a un negozio di oggettistica, invece interviene il figlio e mi spiega che hanno un’agenzia di pompe funebri e che spesso i clienti chiedono croci particolari da mettere sulla bara. Secondo lui le mie avrebbero avuto un grande successo da loro.
Sono rimasta senza parole! Alla fine però non si è mosso più niente: non mi hanno ricontattata e l’episodio è finito lì. Ammetto che è stato uno degli episodi più strani che mi siano mai capitati.

D. Ti capita di ricevere complimenti ricorrenti dai clienti? C’è una frase o un gesto che ti fa capire di essere davvero apprezzata per il tuo lavoro?
Ai mercatini incontri persone molto gentili: si avvicinano, chiedono il prezzo, magari non comprano perché per loro è troppo alto ma apprezzano davvero ciò che fai, e lo vedi dai loro occhi.
La parte più bella è proprio quella: osservare le espressioni delle persone davanti al banco, quando restano a bocca aperta o con lo sguardo incantato.
Vendere dà soddisfazione, certo, perché significa che il tuo lavoro viene riconosciuto. Ma a volte sono gli apprezzamenti, quelle facce stupite e ammirate, a darti la gioia più grande.
D. Com’è il rapporto con gli altri artigiani del mercatino? C’è più spirito di collaborazione o si percepiscono anche competizione e un pizzico di invidia?
Il rapporto con i colleghi, di solito, è molto positivo: nei mercatini ritrovi spesso le stesse persone e si crea una piccola comunità.
Ci si scambia due parole nei momenti di calma, si fanno complimenti, ci si sostiene un po’ a vicenda. Non parlerei di vere amicizie, ma sì, nascono dei legami affettivi che rendono l’ambiente piacevole.
Poi ci sono anche eccezioni: qualcuno è più chiuso e sta nel suo gazebo senza parlare con nessuno. Ma nella maggior parte dei casi l’atmosfera è serena e collaborativa.
Emozioni, sfide e cambiamenti del lavoro artigiano
E alla fine ecco le domande più introspettive, quelle che parlano di motivazioni, fatiche e soddisfazioni nel mondo dell’artigianato. Ideale per mettere in luce il valore del fatto a mano e l’impatto dei cambiamenti economici sul lavoro dell’artigiana
D. Qual è l’aspetto dei mercatini che ami di più e quale, invece, ti pesa maggiormente? C’è qualcosa che ogni anno ti entusiasma e qualcosa che invece affronti con un po’ più di fatica?
La cosa più bella dei mercatini di Natale è viverli dall’interno: luci, colori, spettacoli e un’atmosfera che cambia di settimana in settimana. Vedi la gente sul trenino, le famiglie che passeggiano, i Krampus che girano tra gli stand. Non è solo partecipare a un mercatino, è proprio respirarne lo spirito, e questo è ciò che mi piace di più.
La parte meno piacevole? Il freddo, senza dubbio. Sei all’aperto sotto un gazebo che non trattiene il calore e non puoi usare stufe elettriche; quelle a combustibile sono ingombranti e rischiose.
Alla fine ti copri con strati su strati di pile, maglioni, guanti, sciarpe e ogni tanto ti muovi solo per scaldarti un po’. È sicuramente l’aspetto più impegnativo… ma un complimento sincero fa passare tutto.

D. Negli ultimi anni la crisi economica ha influenzato anche il vostro settore? Hai notato cambiamenti nel modo di lavorare o nel comportamento dei clienti?
Dopo il lockdown la gente aveva una gran voglia di spendere e nei mercatini si vendeva di tutto. Ora la situazione è cambiata: lo notiamo tutti, le vendite sono calate e molte persone stanno più attente ai prezzi.
Ci sono ancora clienti che acquistano senza problemi, ma una parte del pubblico valuta ogni euro. Per noi artigiani è difficile adeguarci, perché i prezzi sono già molto bassi rispetto al lavoro che c’è dietro. Abbassarli ancora non sarebbe sostenibile.
Conclusioni
Grazie a Catia per aver condiviso il dietro le quinte del suo lavoro: un mondo fatto di passione, impegno e tanta creatività.
Storie così ci ricordano quanto valore ci sia nel fatto a mano e perché i mercatini di Natale continuano a emozionare, anno dopo anno.
Fateci sapere se avete l’abitudine di visitare i mercatini di Natale artigianali e quali sono gli oggetti che vi piacciono di più.
Trovate qui le date dove espone Catia di Riccioli e nodi.
Articolo scritto da Cri



