Buongiorno a tutti, oggi sono particolarmente felice, perché parleremo con una mia carissima amica messicana: Sara.
Non sarà la solita intervista, “come sei arrivata qui è bla bla bla”, ma un viaggio attraverso una cultura millenaria che si è intrecciata a doppio filo con la nostra cultura religiosa.
Parleremo in modo approfondito del Dia des Muertos, la più sentita delle tradizioni messicane, e di come i messicani celebrino i defunti con allegria e spiritualità, preparando la famosa Ofrenda.
Quindi mettetevi comodi, prendete i pop corn e seguitemi in questo viaggio.

Intervista a Sara
Partiamo subito con il raccontarvi di lei, Sara Vega, una messicana trapiantata a Reggio Emilia (potrebbe essere il titolo di un tuo nuovo progetto!) La trovate du IG come @saravega.
L’essenza spirituale del Dia des Muertos: una catarsi tra vita e aldilà
In questa prima parte dell’intervista, Sara Vega ci introduce alla vera essenza del Dia des Muertos, spiegando perché non è semplicemente il Giorno dei Morti come lo intendiamo in Italia o come Halloween negli Stati Uniti.
Scopriremo come questa celebrazione messicana, considerata la più importante del calendario, sia un evento di gioia, una vera e propria catarsi spirituale che permette, per un giorno, l’unione del mondo dei vivi con l’inframondo.
Eli
Dia des Muertos è una bellissima tradizione messicana, però non come la intendiamo noi italiani o gli americani con Halloween.
Piuttosto come la intendono i messicani per i quali, se non erro, è la festa più importante del calendario.
Sara
Sì, è molto importante. È una celebrazione che per noi è veramente fondamentale.
Eli
Ok, dunque, noi festeggiamo Halloween, che è una festa prettamente commerciale, invece da voi è la festa del giorno dei morti, o Dia des Muertos.
Dunque cosa fate di preciso per festeggiare? Perché da noi è più materiale, ma da voi è molto più spirituale.
Sara
Sì, effettivamente.
Cioè il 31 per noi, è il Dia des Muertos, una festa prima di tutto.
Non è una cosa triste, non è un evento proprio di morte è tutto l’opposto, il 31 ottobre dopo le 12 l’inframondo viene in contatto con il nostro mondo.
Eli
Cosa vuole dire?
Sara
In questo giorno si uniscono e intrecciano il nostro piano e quello dei morti.
Allora è una catarsi per noi messicani, perché se tu non hai detto una cosa o volevi chiedere perdono, dire qualcosa che non hai detto a quella persona in vita, quel giorno dopo le 12 lo puoi fare perché noi crediamo che lui o lei stia sentendo, che ti viene a visitare.
Ed ecco perché noi facciamo l’offerta, l’offerta del dia dei morti.
Eli
Allora, dunque la protagonista assoluta sono le calacas. Io non so cosa sono, adesso mi bisogna che me lo spieghi.
Sara
Le calacas o calaveras sono gli scheletri, che ovviamente rappresentano la morte.
Però questo viene rappresentato in una forma ironica, non è una cosa che fa paura. Per noi è importante, ironico sì, ma lo prendiamo molto sul serio.
Eli
Sappiamo che adesso il Dia des Muertos è stato nominato Patrimonio Immateriale dell’umanità, per cui un riconoscimento ancora più importante per il suo valore spirituale e religioso.
Come intendono i messicani il passaggio tra la vita e la morte? Per noi è molto triste, per voi, invece, lo è un po’ meno perché avete questa ricorrenza che vi aiuta, a superare il lutto.
Sara
Sì, è una forma di vedere la morte non come la fine, ma come un cambio.
Sei andata oltre come livello, ma non è che è finito lì.
Ogni anno tu hai l’opportunità, il 31 ottobre dopo le 12, di comunicare attraverso l’offerta di piatti che piacevano ai tuoi cari, con la bevanda che amavano.
Un modo per attirarli con le cose che piacevano loro in vita, così da poter parlare con loro. Ecco perché è una questione spirituale, come ripeto, catartica, perché aiuta le persone a dire delle cose che forse in vita non sono riusciti a dire.

L’Offerta e l’Altare: i simboli e i quattro elementi della natura
La seconda parte dell’intervista si concentra sul cuore della festa: l’Offerta e la costruzione dell’altare.
Sara ci svela gli elementi imprescindibili che devono essere presenti per richiamare i defunti (i quattro elementi della natura, il Pan de Muerto e il prezioso incenso Copal) e la funzione del fiore sacro, il Cempaxòchitl.
Un approfondimento fondamentale per capire il valore simbolico di questa tradizione.
Eli
Allora, l’ultima cosa, questa offerta come viene strutturata, io lo so perché sono stata in Messico durante questa ricorrenza ma molti non sanno.
Ci spieghi come viene fatta questa offerta? Perché so che non dura due giorni, ma si parte da inizio ottobre a preparare tutte queste cose particolari.
Sara
Sì, perché non è semplice, cioè nel senso, ci vogliono diversi elementi.
Prima di tutto ci deve essere il sale, perché è il sale della vita, per noi rappresenta la vita.
L’offerta deve avere il sale, l’acqua, la terra e le candele. Le candele rappresentano l’aria.
Sono i quattro elementi della natura che devono essere per forza presenti nell’offerta.
In Messico, fra ottobre e novembre, c’è un fiore che si chiama Cempaxòchitl o Garofano d’India.
Di questo fiore ci sono due colori: uno colore arancione che molto vivo, per niente triste, per niente cupo, tutto l’opposto, ma lo possiamo trovare anche in colore granata.
Da cinque o sei anni, si sta usando molto il color granata anche nelle offerte, però prima era solo colore arancione.
Si deve mettere sempre la fotografia del defunto, le candele, il Pan de Muerto che è tipo un pan di Spagna aromatizzato con un’essenza, che secondo me c’è solo in Messico, che si chiama Copal.
Eli
Il Copal è un incenso, buonissimo, per cosa lo usate?
Sara
È usato per purificare.
Eli
Esatto, che è buonissimo come profumo. Sì ma qui in Italia non l’ho mai trovato.
Sara
È tipico del Messico.
Allora in offerta c’è il fiore di Cempaxòchitl, il pan de muerto, i piatti che piacevano ai defunti, le candele, la terra rappresentata da Cempaxòchitl, l’acqua e il sale.
Noi messicani non è che non abbiamo paura della morte, non voglio passi l’idea che se una persona muore noi non siamo tristi.
Anche noi soffriamo, però, dopo un anno o due si fa questa festa, la persona che è passata a un altro livello la ricordiamo facendo questa festa in suo onore.

Il convivio gioioso e l’onore anche per i non nati e gli amici animali
La terza e ultima parte dell’intervista ci svela l’aspetto più gioioso e conviviale della festa: la tradizione di condividere il cibo dell’offerta e di festeggiare direttamente al cimitero, tra canti e mariachi.
Inoltre, Sara conclude con una commovente rivelazione sull’inclusione nell’altare dei propri cari non solo degli antenati, ma anche dei bambini non nati e degli animali domestici.
Eli
Sì, però la cosa bella è che quando andavo in giro per il Messico, in questo periodo, ho trovato anche nei ristoranti, lungo le strade, questi altari con le offerte.
Noi abbiamo ad esempio le Maestà, dove si va a recitare i rosari, mentre lì c’erano questi altari, in mezzo al niente.
Sara
Sì, sì, è vero, la gente si ferma e con molto rispetto. Sì è una cosa profana, però per noi è molto importante.
Ci sono anche delle decorazioni in carta velina da mettere intorno agli altari e sono coloratissime.
Si chiamano Papel picado, carta velina con delle figure delle calacas, gli scheletri che ballano.
Sono molto importanti nell’offerta, perché anche quelle rappresentano il vento.
Eli
Un’altra cosa che c’eravamo chiesti, il cibo che tu metti su quest’altare, so che in Messico dopo lo condividete, quindi ne mettete un pezzettino e basta.
Ad esempio io metto qualche biscottino però non li ho mai mangiati perché è una forma di rispetto. Poi li metto sulla finestra per gli uccellini.
Sara
Noi, come hai detto tu, non è che lo sprechiamo, cioè noi facciamo da mangiare quello che piaceva al nonno o alla zia e poi lo mangiamo.
Noi lo mangiamo un giorno prima e ne lasciamo un po’ per l’altare perché sapevamo che in vita piaceva al defunto, ad esempio a mio nonno piaceva la tequila allora io lascio un bicchierino con la tequila.
Per tradizione tu non devi mangiare quello che gli lasci perché quello era per loro, poi ci sono leggende metropolitane che dicono che alcune persone che hanno mangiato questi piatti raccontano che non hanno più sapore.
Molta gente fa l’offerta in casa ma altre vanno proprio al cimitero, lì a mezzanotte ci sono i mariaci, si prepara il cibo che piaceva al defunto e si mangia lì, proprio accanto alla tomba.
A volte ci scambiamo anche i piatti con i famigliari del defunto accanto, c’è una convivenza allegra.
Eli
Ti chiedo, attendi con ansia questo giorno dell’anno dove puoi parlare al tuo caro che ti ascolta?
Sara
Sì. Così tu puoi dire quanto lo ami, quanto ti manca, raccontare le storie belle che ti sono successe durante l’anno.
Ripeto, psicologicamente tu ti senti meglio perché pensi davvero di aver parlato con loro ed è una cosa che aiuta.
Perché tu, in quel momento, credi davvero che lui ti sta ascoltando.
Eli
Ti faccio un’ultima domanda, so che hai perso da qualche anno uno dei tuoi amici pelosetti al quale eri molto legata.
Sara
Sì, Pepper.
Eli
Ma quest’anno lo festeggerai?
Sara
Sì, come tutti gli anni da quando purtroppo lui non c’è più, lo metto nella mia offerta, perché ci possiamo mettere anche gli animali o i bambini non nati.
I bambini non nati vengono festeggiati il primo di novembre, anche se non hai un ricordo o una foto, lo metti simbolicamente.
Io ho la foto di Pepper accanto a quella dei miei nonni messicani, accanto a quelle dei miei nonni cileni, il mio cane è il primo e lascio le sue crocchette preferite e le arachidi.

Un Ponte tra Mondi: Le Emozioni del Dia des Muertos
Un grandissimo ringraziamento va a Sara Vega per averci aperto le porte di una delle feste più belle del mondo: il Dia des Muertos in Messico.
Abbiamo scoperto che questa celebrazione, riconosciuta dall’UNESCO, è molto più di un semplice Giorno dei Morti: è un momento di gioia e di “catarsi” in cui i vivi e i defunti si incontrano.
Sara ci ha spiegato i segreti dell’Ofrenda (l’altare con l’offerta), il significato dei fiori Cempaxòchitl e di come i messicani celebrino i defunti con musica, buon cibo e i coloratissimi scheletri (calacas).
La sua testimonianza ci ha mostrato una visione della morte come “cambiamento”, dove c’è spazio per ricordare con amore anche gli animali domestici e i bambini non nati.
E voi? Avete delle tradizioni per il Giorno dei Morti che vi aiutano a ricordare chi non c’è più? Raccontateci la vostra!
Articolo scritto da Eli



