LBSN consiglia: i Mercatini di Natale

LBSN consiglia: i Mercatini di Natale

Mercatini di Natale: c’è chi li ama e chi proprio non li sopporta.

Indovinate? Io li amo.

Sono diversi anni che, ogni inizio Dicembre, mi ritaglio qualche giorno e vado a visitarne qualcuno.

Solitamente torno senza aver comprato praticamente nulla, ma molto più serena di quando sono partita.

E’ un modo per tornare un po’ bambini, immersi nelle luci e nei colori, risucchiati da uno sciame di gente festosa e spensierata, protetti in una bolla un po’ fuori dal tempo.

LBSN consiglia: i Mercatini di Natale

E’ vero che un po’ tutti i mercatini si assomigliano, ma in ogni posto dove sono stata ho trovato qualcosa di nuovo, qualcosa di speciale da portare a casa.

Quest’anno è toccato ai mercatini di Bolzano e di Bressanone.

Il primo non è grandissimo, ed è concentrato nella piazza principale: piazza Walther, dove campeggia la statua dell’omonimo cantore medievale Walther von der Vogelweide. 

Qui si estende il Christkindlmarkt, composto da circa un’ottantina di casupole di legno stracolme di oggetti di artigianato, ghirlande, dolciumi e il mondo elfi-fate-gnomi al completo.

I visitatori girano spesso a zig zag, senza meta né direzione, ma col puro intento di perdersi in quell’enorme luna park sensoriale.

LBSN consiglia: i Mercatini di Natale

Sarà per “deformazione professionale”, ma i primi banchi presso i quali mi reco sono quelli che espongono saponi artigianali e prodotti naturali per la detersione e la cura del corpo.

Sniffo tutto come se non ci fosse un domani, faccio domande, assaggio le caramelle che di solito vengono lasciate carinamente a disposizione del pubblico, pesco qualche bigliettino da visita e mi allontano col sorriso sulle labbra.

LBSN consiglia: i Mercatini di Natale

Confesso una seconda grande passione: le candele.

Candele di ogni foggia, dimensione e varietà:  con le bucce degli agrumi, con i chicchi di caffè, con i petali di rosa, con la lavanda, con le stecche di cannella e i chiodi di garofani, insomma… tutte!

Sarà per “deformazione professionale”, ma i primi banchi presso i quali mi reco sono quelli che espongono saponi artigianali e prodotti naturali per la detersione e la cura del corpo. Sniffo tutto come se non ci fosse un domani, faccio domande, assaggio le caramelle che di solito vengono lasciate carinamente a disposizione del pubblico, pesco qualche bigliettino da visita e mi allontano col sorriso sulle labbra.

Poi si arriva alla zona dolciumi, un vero e proprio paradiso che la casetta di Hansel e Gretel a confronto è uno spuntino della Lambertucci.

Qui ho resistito e voglio un applauso!

Ho ceduto tuttavia al celeberrimo vin brulè, ma questo solo per non morire assiderata!

Si usa berlo insieme a decine di altre persone, altrettanto infreddolite, intorno a uno dei tanti fuochi allestiti nella piazza, a ridosso dei chioschi. E’ un momento di convivialità antica, un momento di pseudo-intimità che fa sentire, per quel tempo, tutti parte di quell’atmosfera irreale e privilegiata.

Si ride, si parla, si mangiano i famosi brazen con wurstel bianco, insomma, si sta bene.

Dopo aver terminato la bevanda si può decidere se tenere la tazza per ricordo, lasciando la cauzione data o riprendere la cauzione e restituire la tazza.

Io, da buona genovese, ho restituito la nobile stoviglia.

In realtà ho lasciato mezzo rene nel parcheggio in pieno centro e i soldi mi sono serviti per riscattarlo.

Partiti da Bolzano ci siamo diretti verso Bressanone, ma ormai aveva iniziato a fare buio.

Che dire?

Di Bressanone io mi sono letteralmente innamorata.

Sarà per “deformazione professionale”, ma i primi banchi presso i quali mi reco sono quelli che espongono saponi artigianali e prodotti naturali per la detersione e la cura del corpo. Sniffo tutto come se non ci fosse un domani, faccio domande, assaggio le caramelle che di solito vengono lasciate carinamente a disposizione del pubblico, pesco qualche bigliettino da visita e mi allontano col sorriso sulle labbra.

Le stradine erano addobbate in maniera deliziosa, e le illuminazioni si mescolavano al colore rossastro delle foglie secche aggrappate ai muri delle case. La cittadina era disseminata di statue in legno dalle pose curiose che, ad uno sguardo distratto e frettoloso, potevano sembrare passanti in carne e ossa.

L’ho trovato un posto davvero fiabesco!

Il mercatino di Bressanone è considerato uno dei più belli dell’Alto Adige e si estende nella piazza del Duomo, incorniciato dalla chiesa di San Michele e dal municipio.

La mia prima tappa è stato un banco stracolmo di pane, di ogni forma e di ogni varietà, con la scritta 100% Bio. Proprio lì accanto era installato un forno funzionante ed è il caso di dire che non solo era produzione a km. 0, ma addirittura a “metro zero”.

Sarà per “deformazione professionale”, ma i primi banchi presso i quali mi reco sono quelli che espongono saponi artigianali e prodotti naturali per la detersione e la cura del corpo. Sniffo tutto come se non ci fosse un domani, faccio domande, assaggio le caramelle che di solito vengono lasciate carinamente a disposizione del pubblico, pesco qualche bigliettino da visita e mi allontano col sorriso sulle labbra.

Rispetto al mercatino precedente, qui ho trovato più oggetti specifici per addobbare il presepe, come statuine in terracotta e scene della natività scolpite nel legno.

Ma io sono rimasta letteralmente ipnotizzata da un banco che vendeva oggetti a forma di pecora.

Ciabatte fatte a pecora, portachiavi fatti a pecora, portamonete fatti a pecora, coperte fatte a pecora, pecore fatte a pecora. Insomma un beeeeeellissimo banco davvero!

Dopo questa sosta profonda e filosofica ho buttato il naso dietro l’angolo della chiesa e ho scoperto una fighissima pista di pattinaggio sul ghiaccio e visto che mancava più di mezz’ora allo spettacolo Light Musical Show Natalie, sono rimasta a godermi un po’ di piroette delle Carolina Kostner de noantri.

Sarà per “deformazione professionale”, ma i primi banchi presso i quali mi reco sono quelli che espongono saponi artigianali e prodotti naturali per la detersione e la cura del corpo. Sniffo tutto come se non ci fosse un domani, faccio domande, assaggio le caramelle che di solito vengono lasciate carinamente a disposizione del pubblico, pesco qualche bigliettino da visita e mi allontano col sorriso sulle labbra.

Come ciliegina sulla torta, al termine di questa fantasmagorica giornata, ho assistito ad uno degli spettacoli più belli e suggestivi di sempre.

Potete goderne un assaggio cliccando QUI!

E’ uno spettacolo che consiglio a tutti, grandi e piccoli, perché si smette di essere bambini solo quando non si è più capaci di divertirsi.

Io vi do appuntamento ai prossimi mercatini di Natale, esattamente tra un anno.

Dove andrò? Provate a indovinare!

Articolo scritto da Ary, LaCimpinessa

Se vuoi dare uno sguardo alle incursioni dello scorso anno della nostra Cimpi:
LBSN a spasso tra i mercatini di Natale

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